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Le Terme Romane di Acconia di Curinga

Le Terme Romane di Acconia di Curinga

"Lì, dove la natura si incontra con la storia, le terme romane di Acconia di Curinga in provincia di Catanzaro, archeologia romana nella piana Lametina."

Le Terme Romane di Acconia a Curinga - Bagni di epoca Romana in Calabria, che fanno supporre l'esistenza nelle vicinanze di una città romana molto importante.

Le Terme Romane di Acconia, risalenti al IV-V sec. d.C., nel territorio del comune di Curinga, in provincia di Catanzaro, sono un piccolo museo a cielo aperto, ben conservato, nonostante i terremoti e i secoli passati. Diverse le mura del pian terreno ancora in piedi, ma si suppone che la struttura avesse 2 livelli in origine, probabilmente parte del materiale crollato è stato portato via nel corso degli anni. Le terme, altro non sono che i bagni dei romani, i bagni pubblici, dove andava chi aveva possibilità economiche. I bagni fungevano da luoghi di incontro, qui i romani si incontravano, erano una sorta di area ricreativa, di palestra, di piazza, e di bagni allo stesso tempo. La presenza di un complesso di bagni così imponente in questa area, fa supporre la presenza, in zona, di un sistema più complesso e articolato, ancora non venuto alla luce. La presenza delle terme romane qui, fa supporre con maggior fermezza, che da qui passasse la vecchia via Popilia, che da Roma portava giù a Reggio Calabria, una importante via di collegamento tra Roma e l'Impero d'Oriente.

L'ingresso principale doveva trovarsi sul versante Nord, da qui si accedeva ad un atrio, si suppone con probabilità che il soffitto dovesse essere tutto a volta, oggi non ne rimane nulla, ma doveva essere molto elegante, tutto stuccato e con le rifiniture in marmo. L'atrio come si può osservare è un'area ampia, che fungeva da spogliatoio, dove ognuno lasciava le sue cose per dirigersi alla prima stanza che era il frigidarium, una stanza non riscaldata, dove presumibilmente passava, in una sorta di canalizzazione, l'acqua di sorgente, acqua fredda. I canali sono ben visibili, e al centro della stanza, rialzato rispetto al terreno, c'è un tombino in pietra, di raccolta delle acque. Da qui si accedeva ad una stanza intermedia, presumibilmente il tiepidarium, perché sembra non esser collegato a nessuna fornace, le quali sono disposte sui lati della struttura, a Est, a Ovest, e forse ce n'era anche una a Sud. Le fornaci servivano a scaldare l'acqua per i bagni, c'erano delle vasche che venivano riempite a tale scopo. Ma le fornaci erano anche un sofisticato sistema di riscaldamento, una ampia parte del complesso termale doveva essere ben calda, c'erano infatti i calidarium, più di uno, una sorta di stanza della sauna.

Per scaldare l'ambiente i romani avevano adottato un sistema molto ingegnoso, creavano dei condotti nella pavimentazione che mettevano in circolo l'aria calda, il calore delle fornaci scaldava l'aria, in altri casi l'acqua, in grossi pentoloni, l'aria e i vapori caldi passavano nelle condutture, prima disposte orizzontalmente nel pavimento, poi queste condutture si alzavano verticalmente nelle pareti, in modo che l'aria calda, spinta naturalmente verso l'alto, passasse in tutta la conduttura per trovare la via di fuga verso l'alto. La pavimentazione attuale delle terme non è quella che calpestavano i romani, questa è la base su cui poggiavano dei pilastri, le suspunsurae che reggevano la pavimentazione calpestabile, in modo che nel mezzo potessero essere disposte le condutture per l'aria calda o per il vapore, in altri casi per l'acqua.

Osservando la pavimentazione si notano dettagli molto particolari, una impronta di un piede di bambino, una calzatura di un adulto, impronte di animali, sono rimasti impressi nei laterizi lavorati dai romani per la realizzazione della base del pavimento, forse calpestati quando erano al sole ad asciugare prima di essere cotti. Si nota nelle mura anche le linee tracciate dai romani per la realizzazione delle sospensorie per la pavimentazione. In una area crollata, quella a cui guardiamo appena arriviamo, a Sud, pare si cela una finestra a volta, un elemento architettonico che difficilmente si trova nelle costruzioni Romane al di fuori della Capitale, e il fatto che si possa trovare qui, in un'area di provincia, fa supporre la presenza di altri tesori non troppo lontani, in questi scenari della natura suggestivi, una antica città romana molto importante, ancora non trovata, ma da cercare, perchè è importante conoscere il passato per meglio comprendere chi siamo oggi.

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Le Terme Romane di Acconia, come appaiono oggi in una splendida cornice di verde e azzurro Tra le mura delle Terme Romane di Acconia si notano nel terreno le divisioni delle diverse aree Una delle fornaci delle Terme Romane di Curinga Le finestre nelle mura che danno all'esterno delle Terme Romane in Calabria a Curinga in località Acconia Una piacevole passeggiata tra paesaggi incredibili, archeologia e natura, montagne, campagna, uliveti e le mura dei bagni Romani a Curinga in provincia di Catanzaro
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