Turismo in Calabria

Il Santuario di San Francesco di Paola

Il Santuario di San Francesco di Paola

"Il Santuario di San Francesco di Paola qui fondato da lui stesso, è il centro spirituale per eccellenza di devozione a S. Francesco di Paola."

Itinerari religiosi in Calabria, primo fra tutti il Santuario di San Francesco di Paola a Paola, Santo Patrono dei Calabresi tutti, dei Paolani e della Gente di Mare.

Ai piedi dell’Appenino Paolano, immerso nel verde, fuori dal centro abitato, in un affaccio panoramico sul Mar Tirreno, sorge il Santuario di San Francesco di Paola. Il Santuario-Basilica di Paola è da oltre cinque secoli il cuore spirituale, il centro per eccellenza della devozione a S. Francesco di Paola. A Paola il Santo ebbe i natali nel 1416, da una famiglia di contadini Fuscaldesi, la casa natale del Santo, ora luogo sacro, è nel centro abitato, in un vicolo di Piazza Sette Fontane.

Il Santuario di San Francesco di Paola fonda le sue origini nel XV secolo, attorno agli anni 1435-1452, quando Francesco Martolilla, iniziò l'esperienza eremitica, trovando rifugio in una grotta. Sullo stesso luogo dove ora sorge il santuario, in quegli anni Francesco si ritirò solitario, dove visse in pura santità e in penitenza. Presto il nome di Francesco divenne conosciuto e molti si aggregarono a lui, molta gente arrivava all’eremo attratta dalla fama di santità. Così Francesco per accogliere i fedeli decise di costruire una chiesa con l’annesso convento. Fu costruita la prima chiesetta, che aveva l'ingresso dove è ora il mausoleo del principe Salvatore Spinelli, in seguito, con l’aumentare del numero dei fedeli, si passò al rifacimento della stessa, fu costruita una larga navata, ed una navata minore a destra, sorse così la Basilica. Al periodo dei lavori di ampliamento della basilica sono riconducibili i miracoli del Santo, dei quali il visitatore vede i luoghi e i ricordi nella " Zona dei Miracoli", alla quale si accede passando sotto un bellissimo arco sulla destra della facciata della Basilica. La facciata della Basilica, stretta nei due bracci del Convento, risale al ‘600, in un miscuglio di stili, dorico nel piano inferiore, e corinzio nel piano superiore. Il convento è ricco di numerose opere d'arte del Seicento-Settecento, al suo interno vi è una biblioteca che conserva preziosi manoscritti, pergamene e libri rari. Caratteristica è la costruzione a ponte sul torrente Isca, dell’area dedicata a foresteria. Ad essa nel 1932 fu aggiunto un nuovo fabbricato: la Scuola Apostolica dei Fratini Minimi, ordine fondato dal Santo di Paola.

Il Torrente Isca vide Francesco dissetarsi nelle sue acque, lavorare lungo le sue sponde, pregare al murmure dei suoi scrosci, gettarsi un dì nelle sue acque gelide per spegnere sul nascere gli ardori di una passione impura.

Lungo la via dei miracoli compiuti da San Francesco, troviamo in ordine: la "fornace del miracolo" la Calcara che il Santo riparò entrando tra le fiamme, e dalla quale chiamò in vita l'agnello Martinello che ingordi operai avevano divorato gettando quivi le sue ossa; la bomba sganciata durante l'ultima guerra, nell'agosto 1943, e caduta nel fiume senza esplodere; la fonte della "cucchiarella", la sorgente che fece sgorgare il Santo con il tocco del suo bastone, e in cui risuscitò la trota Antonella, una sorgente dove l’acqua mantiene sempre lo stesso livello; il "Ponte del Diavolo", la leggenda vuole che sia stato costruito dal demonio per ordine dello stesso Santo, in compenso il diavolo chiese l'anima del primo viandante che lo avrebbe attraversato, ma San Francesco vi fece passare un cane, non un uomo, così il diavolo irritato tirò un calcio al parapetto di sinistra (il buco si nota verso il centro del ponte), poggiando la mano sulla parete opposta e lasciandovi l'impronta; il "Macigno Pendulo", bloccato in bilico dal frate mentre stava precipitando.

Alla fine di questa passeggiata arriviamo alla grotta della penitenza, accanto al torrente Isca, in questo luogo Francesco si rifugiò giovinotto quattordicenne, e per cinque anni visse unicamente a Dio nella penitenza e nella preghiera.

Nell’area delle reliquie sono conservati diversi oggetti appartenuti al santo, tra i quali il mantello utilizzato nel prodigioso passaggio dello Stretto di Messina. La leggenda attribuisce al Santo la capacità di calmare le acque del mare, infatti, si dice che ancora oggi nel momento in cui il suo mantello viene portato in processione per mare, le acque diventano calme. San Francesco è il Santo Patrono della Calabria e degli uomini di mare. Viene ricordato come grande Profeta e Taumaturgo, già all’età di sei anni aveva predetto al futuro papa Leone X che sarebbe stato investito del papato. Molto forte è la devozione al Santo in tutto il mondo, e tantissimi sono quelli che giungono in pellegrinaggio fino a Paola ogni anno per venerarlo. Tra l’ 1 e il 4 di maggio il Santo Eremita di Paola viene celebrato nella sua città natale, con diverse manifestazioni, tra le quali: i concerti nella piazza principale, le processioni per terra e per mare, con la partecipazione di numerosi fedeli. Il santuario di San Francesco di Paola è per i fedeli il luogo privilegiato d'incontro tra Dio e l'uomo, qui affluiscono in molti, perciò si è avuta l’esigenza di creare una nuova area liturgica inaugurata agli inizi del 2000, una costruzione monumentale, che accoglie nella fede i pellegrini che qui trovano un profondo senso di pace e serenità.

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Il Santuari odi San Francesco di Paola L'area del vecchio convento Vetrate della nuova area liturgica Gli affreschi del loggiato Lungo la via della fonte della Cucchiarella
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